martedì 9 agosto 2011

Dio again.

la prossima volta che lo trovo scontato ne faccio un bel rifornimento, me ne compro più d’uno, questo DIO dicono che funzioni bene. Attento però che è come i pokemon, ce ne sono diverse qualità con le proprie caratteristiche, sceglitelo come preferisci ma ricorda che finisce sempre che ci si somiglia. Come padrone e animaletto. A parte il gatto ovvio, lui non ti somiglia. Ti piacerebbe neh somigliargli?


Comunque il dovere intrinseco di ogn’uno è fare da articolo indetermitato ad un sostantivo maschile, enumerare viene solo dopo.




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lunedì 5 luglio 2010

Al bavero

il post è nei commenti

mercoledì 30 giugno 2010

Vacche

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Avviso il lettore, ci saranno ripetizioni.




Le vacche erano al pascolo, la loro vita proseguiva tranquilla.
Miriadi di vacche, in aperta campagna bassa montagna; all'occhio un'estensione di verde puntinato di vacche.


Le vacche decisero di partire per un lungo cammino. Così. Di punto in bianco. L'osservatore esterno non saprebbe spiegarsi il perchè le vacche decisero così, ma le vacche senza dare spiegazione alcuna (le vacche non parlano) decidettero così.


La vacca capo iniziò ruminando felice a camminare per prima, le altre vacche la seguirono, fedeli non per dovere, o rispetto, ma perchè la loro volontà di vacche era affine a quella della vacca capo, lor'altre volevano Intensamente partire per quel viaggio.


Le vacche iniziarono a camminare in un'un'ica grande massa di vacche, se le a-vesti viste dall'alto sarebbero pargiute formiche, invece erano vacche, come un'unico grande formicaio di vacche.


Il suono che emanavano era piacevole, MU grandi MU piccoli MUUUUU lunghi, MU nervosi, MUU chiacchiericci si intrecciavano lungo il percorso delle vacche e rintronavano per le valli della parte bassa della montagna, perfetto contrappunto al sdeng sdong dei campanacci.


La gente si affacciava curiosa per guardare le vacche: una meraviglia!
Solo i più anziani sotto la meraviglia nascondevano un'inquietudine, cos'era preso alle vacche? Dove stavano andando tutte quelle vacche? Perchè tutte quelle vacche tutte insieme?


Il gruppo enorme di vacche era bello da guardare: nel cammino a volte si divideva e gruppetti più piccoli di vacche e parevan quei disegni che mostran gli psicologi nei film triller per vedere se il cattivo è matto o no, che ognuno ci vede dentro qualcosa di diverso dentro quelle macchie, ecco, un continuo disegno fatto da vacche che camminano nel verde.


La vacca capo stava in cima al gruppo e muggiva e ruminava in pace, in alto il sole, le vacche dietro pure muggivano e ruminavano, e anche se loro non ce l'hanno detto, (le vacche non parlano, anche se qualcosa da come muggono lo capisci di cosa provano) posso infatti dirvi che erano felici, si vedeva e si sentiva nell'aria che erano vacche felici. Era una felicità sincera e disinteressata, quel tipo di felicità contagiosa.


Poi le vacche hanno passato il paese, intanto è sceso il tramonto, solo qualche vacca ritardataria si vede ancora passare al trotto per raggiungere le altre vacche ormai avanzate, le ombre si allungano sempre più e noi siamo qui tranquilli che sentiamo ancora le vacche lontane che fanno Mu, sentiamo i mu delle vacche che rimbalzano echi tra le valli, e i campanacci che suonano ormai flebili e distanti.


La mamma mi ha messo a letto e quella notte ho sognato le vacche, io le vacche dov'erano andate mi piacerebbe saperlo.





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lunedì 14 dicembre 2009

martedì 10 novembre 2009

GIOCONE!!!

Allora il gioco è semplice, si basa su una cosa che a me succede spessissimo, ma penso succeda a tutti, ossia capire una cosa per un' altra.

Ad esempio, tua madre ti dice dall' altra parte della casa: "Vai a comprare il latte"
E tu capisci: "Hai più ciabatte"

La frase da cui man mano partiranno le modifiche é questa:

"Tagliati i capelli che ormai sembri un samaritano"

Ognuno usi come riferimento per il gioco l' ultima frase che vede postata.
Recitate la frase nella vostra testa, in modo che il fraintendimento suoni realistico.

Leofl & Tuerb file

(Quello che segue è un dialogo registrato da una cimice tra Potifar Leofl e Coenig Tuerb, morti in circostanze poco chiare.
Gli investigatori pensano che sia una conversazione in codice, e che i due stavano programmando qualche tipo di attività illecita)


L: Tuerb, di anni assai, ma di panza quanta?
T: Tanti così, come sempre. Tuo figlio si fa le pere, lo sai sì?
L: No.
T: E tu? Le insalate le annaffi con del buon vino?
L: Parto domani, e se ci riesco, prima partorisco.
T: Allora ti accompagno, così mentre tu lavi le patate, io risalgo il fiume e deposito un po' ghiandole sul fondale.
L: Portati la macchinetta del caffè allora, o almeno il filtro.
T: Sì, fantastico! Penso basta il filtro, d' altronde tu te ne sei sempre sbattuto del politically correct e lo sai meglio di me come vanno queste cose.

(a questo punto si sente il rumore di un pacchetto di sigarette (morbido, forse MS) battuto su una mano, poi del gesto di portarsi una sigaretta alla bocca, del pollice che batte sulla prima falange dell' indice a mimare il gesto di usare un accendino, il frugare nelle tasche di un' altra persona per cercare l' accendino, lo sfrigolio della rotella e una profonda aspirata di fumo, poi il rumore sordo di un corpo che si accascia al suolo)

T: Ah, ti sei sdraiato. È sangue quello che ti cola dalla fronte?
L: Boh, che mi frega.
T: Sei sempre stato così, e ti conosco da una vita.
L: E pensare che prima lo facevo apposta, ora mi viene così, naturale capisci?
T: Senti, allora domani ti passo a prendere, carichiamo la barca sulla macchina, la macchina sul treno, il treno sul battello e poi andiamo a prendere l' autobus, ok?
L: E se caricassimo prima le bici sulla barca, poi la barca sulla macchina e così via?
T: Non fa una grinza cazzo, e nel frattempo che tu fai io cuocio 2 uova, così ce le lanciamo, eh? Eh? Dai! DAI!!!
L: Solo se mi presenti tua madre.
T: Oh, ma guarda che già la conosci, le hai anche rifatto l' arcata dentale.
L: Ti sbagli, era tuo padre quello: ne sono sicuro perchè quando l' ho leccato sapeva di smalto e porfido.
T: Ok, allora ti propongo uno scambio: la tua pila di panni sporchi per il mio porta- ombrelli di spugna.
L: Mmmmm, no. Troppo comodo.
T: Io voglio un cono gelato. Gusto fragola, ecco.

(Qui invece si sente distintamente un indice che indica un posacenere di ceramica, lo spostamento di quest' ultimo da una mensola a un tavolo e il rumore di una sigaretta mentre viene spenta)

L: Vedi questa sigaretta? Avrei dovuto spegnertela in faccia tanti anni fa, mi fai schifo!
T: ...
L: Ma sei sempre il mio migliore amico, quindi... Stai tranquillo, bello.
T: Portami rispetto lo stesso, non ti permetto di usare violenza verbale su di me, vecchia selvaggia!!!
L: Ma perchè io e te finiamo sempre col litigare?

(rumore di mazze da baseball sfilate dalle fodere)

L: Sarà forse che quel tuo cervello da lanciatore di aeroplanini di carta non ti funziona bene?
T: Eheheheehheheh. Monellaccia, vieni qua. Ti faccio una lavanda gastrica a mani nude.

(da qui in poi, per circa due ore si sentono i rumori di una violenta lotta, interrotti di tanto in tanto da una pausa sigaretta)

Il nastro si interrompe in questo punto.
Gli inquirenti sono arrivati alla conclusione che i 2 resisi conto di essere spiati, abbiamo inscenato una lotta in cui poi hanno entrambi perso la vita.

domenica 8 novembre 2009

mercoledì 4 novembre 2009

Dio, turning ed arance.

Tutti i pezzi fantastici op 12?
La sonata n 3 di Proko?
Qualche studio di Chopin, ma sì, tipo l'op 10 n 2, l'op 25 numero.... numero.. (10???) numero 6. ARGHGRGH
Ma Qualcuno diceva che il tempo è relativo. Scherzando o seriamente non l'ho ancora capito. Pultroppo non è relativo. Noi siamo relativi. Il tempo è lì che ti guarda incazzato.
La ricetta è una pentola di sugo bollente nelle orecchie e tra le corde, sì, Cage approverebbe, la partitura richiede almeno un cuoco quattro stelle e una pubblicità della barilla.
L'idea è questa: la preparazione non sta nel pezzo, ma nel pubblico, metamusica all'incontrario, prepariamo il pubblico ad esser stupito applaudire piangere e recensire, e pure un sestetto di pareri contrari, ma di quelli che vedi che gli rode attraverso il duodeno.
A proposito del duodeno, il téndine lidiga con tendìne, disse l'assenza di stanghetta, poichè la misura è fuori moda.
Altra ideona, luci spente silenzio in sala. Pianista che inizia a suonare, Peter Griffin che arriva da dietro e lo accoltella col microfono di Till Lindelmannnnn. I suoni che escono dal porello sono il brano. Quel che ne esce lo intitoli aprendo il dizionario a caso. Tra virgolette intendo, "aprendo il dizionario a caso." senza il punto
Poi per ogni riesecuzione (termine quantomai appropriato) usi lo stesso pianista.

Ah dimenticavo, conti separati prego.

martedì 3 novembre 2009

Impara a dare di più (certo non diventerai Gesù Cristo, ma sarai sicuramente una persona migliore e un membro decisivo della società)

"A chi?"

Non lo so, amico.

"E allora?"

Posso aiutarti sul come, certo.

Ecco alcuni consigli:

1) Rovina il rapporto tra te e il tuo migliore amico
2) Regala frattaglie alla tua ragazza
3) Saluta tutte le persone che incontri per strada con un calcio nello sterno
4) Quando stai per esplodere dalla rabbia, conta fino a 10, e poi incazzati ancora di più per aver perso il momento buono
5) Sposa la donna che ami e tradiscila con Beppe Fenoglio
6) Trova un anziano che ha bisogno di aiuto e poi citalo in tribunale per molestie sessuali
7) Appostati all' ingresso di un asilo e crea un giro di scommesse su combattimenti tra bambini
8) Metti lo sgambetto ai camerieri al ristorante
9) Non usare mai più deodoranti
10) Mangia animali semi-coscienti (ma vivi) davanti a un banchetto LAV
11) Impara la lingua dei segni per mandare affanculo i sordomuti da lontano
12) Iscriviti a un corso di cucina
13) Prendi un lavoro, e la stessa mattina del tuo primo giorno sbronzati di Centerbe e sambuca
14) Metti su un bel sorrisone e fai "ciao-ciao" con la manina ai soldati in partenza per l' Afghanistan

Penso che possa bastare.

lunedì 26 ottobre 2009

Cos'hai addosso?

Da mattina a sera, da sera a mattina, mattina a sera da, a da mattina sera,
Lui mangiava fragole.
Non si stufava mai sempre fragole su fragole.
Io allora decisi di chiamarlo mangiafragole, ma poi ho smesso quando mi ha detto che quel nomignolo non gli piaceva.


Viveva in un paese molto povero. Era partita per far la fortuna ad Hollywood, quando un gatto attraversò la strada. Il gatto si chiamava Chester e stava scappando da un giardino dove aveva avuto una brutta sventura. Il giardino era verde, e pieno di piante rigogliose, ed al centro c'era un grazioso nanetto. Hollywood era un posto molto difficile, ma lei riuscì a fare fortuna. Era in pregevole gesso rosa (il nanetto).


-Come scusa? -Non ti preoccupare, deciderà lui il modo.


NoIsE
BZZZZZZZZ fzzzz FZZZZZZZZ BLANK!!!! PATAPUM!!!!! BRZZZZRZZZZZZZ!!!!!


-Cos'hai addosso?
-E' da temino dei bambini iniziare con le parole del titolo.
-Eh? che titolo?!
-Quello là non lo vedi? In cima, sopra tutte le parole, in grassetto ruggine.
- ... Quello sarebbe il titolo? Il titolo di che cosa?
-Il titolo del post.
-Post? ... Comunque sia non mi hai risposto. Cos'hai addosso?
-Maglietta maglia e braghe, perchè?
-Mi pareva.... no, mi sarò sbagliato.


Un consiglio: alle pantofole, non credere, mai.


Voi camminiamo sulla riga bianca, nella riga bianca al centro della strada, io mettono un piede fronte l'altro, con attenzione le braccia aperte, tu segue la linea diversa nell'asfalto nero. Essi non capisco dove voglia arrivare il mio animi, ma sta parlando. E noi devono obbedire.