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sabato 29 agosto 2009

De' profundissimi discorsi sopra li massimi sistemi

Centro storico di un ignoto villaggio nella profonda provincia meridionale. Mentre i pirati somali sequestrano carghi commerciali nel golfo di aden, una bomba esplode a baghdad, i ghiacci del polo nord si sciolgono irrimediabilmente e il presidente francese sarkozy inciampa facendo jogging, mentre questo, dicevo, et altro, tre vecchie vecchie sovvertono radicalmente il pensiero occidentale disquisendo di quaestiones di inaudita gravità et de massima specie.

V1: Ahh, che cautu. [che caldo]
V2: Si, osci nu se respira. [si, oggi non si respira]
V3: Pff. [pff]
V2: Cummare mia ce cautu. [comare mia, che caldo eccezionale]
V1: Ahi quannu spiccia? [orsù, quando sarà finita codesta afa insopportabile?]
V3: Pff, pffui. [pff, pffui]
V1: Ahi. [credo di non potere riuscire più a tollerare tale situazione climatica]
V2: Sine. [sono dello stesso parere]
V1: ... [...]
V3: Pff. [sono contenta che sia uscito mio marito e non io a regolarizzare la nuova badante rumena]

[enter l'avv]

l'avv: Buonasera e salute.
V2: ce cautu beddhru, ah? [che caldo, bello, eh?]
l'avv: Beh, si, non accenna a diminuire.
V3: Pff. [pff]
V1: Pijate na seddhra e sèttate. [prendi una sedia e sediti]
l'avv: No grazie, vado a fare una passeggiata con la carusa.
V1: Ahh jata a bbui, cu stu cautu? [ah beati voi, con questo caldo?]
l'avv: Eh si.
V2: Propriu cautu. [un caldo così a fine agosto non s'era mai visto, che ne pensi?]
V3: Pff. [concordo, anche se nutro riserve sulle modalità soggettive di percezione del tasso di umidità]
V2: Menumale ca ete thramuntana. [per fortuna che una lieve brezza dal nord mitiga l'afa rendendo l'aria un po' più respirabile]
V1: Mmm. [anche se l'indice nasdaq...]
l'avv: Quando a breve sarete morte non soffrirete più.
V2: ...
V3: ...
V1: ...
Il cane Spino latra, il sole è alto all'orizzonte.
Un punteruolo rosso si fa vento con la pelle di una vecchia.
Chiedo il patteggiamento.
Sarkozy non sta poi così male.
Hai ancora sette secondi di vita.
Un pistillo di singapore mi chiede il numero di cellulare.
Sei.
All'angolo, una golf gti si interroga sul prezzo del carburante.
Cinque.
Quanto vive un coniglio?
Quattro.
Vedo cose che voi ganimediani non potete neanche starnutire.
Tre.
Ken, sei tu?
Due.
Lo sapevo.
Uno.
Mi auguro che la raccolta differenziata sia puntuale.
Fine.

giovedì 20 agosto 2009

Cose vere o quasi vere dette agli esami di diritto privato, facoltà di giurisprudenza, lecce - parte I

1)
Allora, vogliamo parlare della responsabilità da fatto illecito?
Mi scusi professore, non ho capito.
Non sono professore. I fatti illeciti, che cosa sono?
…
[seguono due minuti di straziante silenzio]
Allora? L’ha studiata la responsabilità extracontrattuale o no?
Ahhh! [sollievo, un largo sorriso si apre sul volto. Mi rassereno] Si ho capito.
Mi fa piacere. Sentiamo.
Veramente questa parte non l’ho fatta.
[mi si scurisce di nuovo il cuore] Come no? E perché?
Stava alla fine del libro.
…
Pensavo non fosse importante.
…
È grave?
Me lo dica lei, avete un programma ridotto a due capitoli e lei ne salta uno, il principale.
Allora torno la prossima volta con il capitolo sulla resp…
Responsabilità extracontrattuale.
Si ecco bravo, quella.
…

2)
Buongiorno professore.
Buongiorno a lei, e non sono professore. Mi dà cortesemente il suo libretto?
Il libretto? Non ce l’ho.
No? E l’esame come lo fa?
Un attimo allora, vado a prenderlo.
[si rialza e va tra i banchi. Torna con il libretto. Sorride. Mi porto una mano alla fronte]
…

3)
Parliamo delle fonti delle obbligazioni.
Uhm…, ecco…
Dai, è una domanda generica e facilissima.
Si. [si piega in avanti, oltre a essere una ficona, ha un maglione a V, solo quello, e una quinta abbondante, quattro delle cui cinque misure sono fuori dal balcone e soltanto una scarsa dentro il maglione. Mi infilo un indice nel colletto troppo stretto della camicia. Penso intensamente alla purgazione delle ipoteche]
Allora?
[inizia a balbettare e sussultare. Le bombe saltellano pericolosamente. Un’altra assistente, ricercatrice, che non ha la quinta e nemmeno la quarta, mi osserva con un coltello affilato tra i denti mentre interroga un bambino con l’acne. Si crea un silenzio irreale. Cinquanta studenti iniziano una ola. Dalle vetrate vedo cadere uomini in impermeabile. Un plotone antisommossa della polizia si accalca alla porta dell’aula. Prendo un lungo sospiro]
Niente obbligazioni?
Ma professore, guardi…
Sto guardando.
Ih ih ih è che ih ih ma le fonti, la legge.
Va bene, torni la prossima volta, e venga da sola per cortesia. Senza sorelle.
[si alza mestamente e va via. Sarà alta almeno un metro e settantacinque, ha le trecce tra il preadolescienziale e il pornografico, poggiate diagonalmente sul seno. Guardo tristemente le bombe allontanarsi. Fuori gli impermeabili hanno smesso di precipitare, la polizia si smobilita. Gli studenti riprendono a masticare chewing-gum. La collega ricercatrice pianta il coltello nel tavolo di formica e annuisce soddisfatta verso di me]

4)
Vediamo, qual è la parte del programma che preferisce?
I singoli contratti.
Bene, mi descriva il comodato.
Certamente. Il comodato è un contratto.
...
...
Straordinario. Poi?
Ci sono un comodatario che dà il comodato e un altro.
Un comodante, al massimo, concede in comodato un bene a un comodatario.
Si.
Eh, ma me lo deve dire lei.
Comodante, comodatario.
Vabbè. Qual è la funzione del comodato?
A stare più comodi.
...

5)
Che ne pensa della successione legittima?
Che ne penso io?
Lei o la sua corrente dottrinaria di appartenenza.
?
Che ne pensa il codice, allora.
Se vuole posso dirle che c'è scritto sul libro.
[scrollo le spalle] Avanti.
Dunque, la successione legittima è quella legale, no?
Così è scritto?
Si.
Ne è sicuro?
Si. No.
...
Posso parlare del testamento?
A me interesserebbe sapere che cosa succede proprio se un testamento manca.
Cioè uno muore e non fa testamento.
Esatto.
Dunque, uhm, ci sono gli eredi.
Quelli ci sono comunque.
Si, ma è meglio se lascia scritto qualcosa.
...

sabato 8 agosto 2009

Nuove Forme Negoziali Atipiche.

Mercato Settimanale, banco dell'Intimo.
Legenda: M=madre, C=commerciante, P=passante, l'avv=l'avv. I passanti sono numerati in ordine crescente di inutilità.

M: Quanto le mutande?
C: Tre, cinque euro; cinque, dieci euro.
M: Figliolo, calcolatrice.
l'avv: Con il coefficiente tiroideo della distanza Terra-Proxima Centauri?
M: Senza. Ma conta che dobbiamo comprare il pane.
P1: (sussurrando di passaggio) Tre bastano.
M: Mio figlio è avvocato, se le cambia ogni giorno.
C: Ci sono pure i calzini nuovi. Tre paia, diecimila lire.
M: Figliolo, tabella di conversione.
l'avv: Si, Madre. Diecimila lire, ecco, mumble mumble, un attimo...sono diciannove euro e ventisette cambiali.
P2: Conviene no?
C: Non ho visto l'Euribor stamattina.
l'avv: Caffè?
M: Sai che mia figlia si sposa?
P3, C, in coro: Auguri. Chi è il fortunato?
M: Calze da genero ne hai?
C: Pago molte tasse, signora.
l'avv: (crisi di astinenza) Caffè in ghiaccio.
M: Dimentico qualcosa.
P4: Non hai niente di teflon, vero?
C: No signore, è alta stagione.
M: Spostiamoci, forse Antonio ha delle camicie.
l'avv: Salve.
C: Prenda un tonico.
l'avv: A quanto va?
C: 50 km/h, 0,4 g/l, se no, non sai, la patente...
P5, in lontananza: Niente mare?
M: Dai che si fa tardi.
l'avv, controllando l'orologio ed esibendolo: Sono neanche le 7.45.
C: Non indossi orologio, ne vuoi uno? Tre, venti euro.
P6: Troppi. Se tiri a quindici, li compro io.
M: Prendiamo funghi per pranzo?
P3, di ritorno: Buoni, io li faccio gratin, i chiodini. I cardoncelli fritti. I porcini stufati. I gallinacci marinati. I finferli apostrofati. Poi bollisco tutto, trito, impasto con il formaggio grattato, dieci dozzine di uova, rifriggo e vado in pizzeria.
C: Dev'essere buono.
M, l'avv (allontanandosi a mani vuote): Molto bene.
P1, 2 e 5: Caldo oggi, eh?
C (a tutte e tre): A chi lo dici signora. Le hai viste le stole nuove in lycra abrasiva?