Niente, stavo lì, in coda alla cassa del supermercato, e c'era un po' di fila prima e dopo di me, ma anche durante.
La vecchia davanti a me aveva in mano due prascelcroni, mezza burlinga di stuvenaar e un litro di latte zimille.
Mi guarda, la guardo, è un po' rattrapponza, non so se, ma comunque, e fa:
- Sa, la mia nipotina con il latte no-zimille gli fa male la viscera, così compro lo zimille, costa caro, ma almeno non spruzza di arte contemporanea marrone i pavimenti e i muri della casa dalla cucina al vatere, non sai?
- Nonna, non me ne può fregare un fascicolo dei villi di niputìnita.
Dietro, odo quello in fila dopo di me che asserisce.
- Assento, pensa.
Penso, cioddetto, tutti a commentar il sifolone.
Persino la cassiera, la cassiera dico, alza un occhio mentre con l'altro scànnera il prodotto, una busta di ferzego, e sdilingua:
- Chepperò, nu se mica, la vecchia, un po' di crianza.
Tiro fuori la penna di china vinta a una riffa nella sacrestia della chiesa di saluzzo, sdrotolo una carta igienica futtuta a un pakistano dietro dietro la fila, e ci scrivo su:
"Cassiera, assiera, siera, ieri, ero, eo. Fatti li costicoli toi, o no?".
Strappo e porgo.
La cassiera richina l'altro oculo, sdigrigna la sguescia e aduncola la recchia, ma infine tace, per fortuna.
Arriva il mio turno.
Passa sotto l'orbitale una sacca di sale grosso da eleven cent.
- Undicentz, sussurrotta.
Disrotolo una bancofolia da cinguanteuro.
Si sgomenta e allarga le chiazze ascellari e anelli e bracciali e tutto e accenna:
- Ma no ò resto! Monete non ài? Undici centi basteassero.
- Suca.
- No resto, scrianzato.
- Risuchi e non pago.
- Falliremo.
- Falliromolo, a me me ne straponce.
Allora la cassiera accozzaglia 20$+20$+5£+2°+2°+50c+20°+10*+5% e me li porge.
- Mancano 4 centi, filia de matre non cognoscitur.
Arriva il direttore supremo.
Allora starnutisco, muoriono la vecchia e il pachisteo, rubo lo zimille e il rotolone restante e mi dilequo.
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giovedì 3 settembre 2009
giovedì 20 agosto 2009
Cose vere o quasi vere dette agli esami di diritto privato, facoltà di giurisprudenza, lecce - parte I
1)
Allora, vogliamo parlare della responsabilità da fatto illecito?
Mi scusi professore, non ho capito.
Non sono professore. I fatti illeciti, che cosa sono?
…
[seguono due minuti di straziante silenzio]
Allora? L’ha studiata la responsabilità extracontrattuale o no?
Ahhh! [sollievo, un largo sorriso si apre sul volto. Mi rassereno] Si ho capito.
Mi fa piacere. Sentiamo.
Veramente questa parte non l’ho fatta.
[mi si scurisce di nuovo il cuore] Come no? E perché?
Stava alla fine del libro.
…
Pensavo non fosse importante.
…
È grave?
Me lo dica lei, avete un programma ridotto a due capitoli e lei ne salta uno, il principale.
Allora torno la prossima volta con il capitolo sulla resp…
Responsabilità extracontrattuale.
Si ecco bravo, quella.
…
2)
Buongiorno professore.
Buongiorno a lei, e non sono professore. Mi dà cortesemente il suo libretto?
Il libretto? Non ce l’ho.
No? E l’esame come lo fa?
Un attimo allora, vado a prenderlo.
[si rialza e va tra i banchi. Torna con il libretto. Sorride. Mi porto una mano alla fronte]
…
3)
Parliamo delle fonti delle obbligazioni.
Uhm…, ecco…
Dai, è una domanda generica e facilissima.
Si. [si piega in avanti, oltre a essere una ficona, ha un maglione a V, solo quello, e una quinta abbondante, quattro delle cui cinque misure sono fuori dal balcone e soltanto una scarsa dentro il maglione. Mi infilo un indice nel colletto troppo stretto della camicia. Penso intensamente alla purgazione delle ipoteche]
Allora?
[inizia a balbettare e sussultare. Le bombe saltellano pericolosamente. Un’altra assistente, ricercatrice, che non ha la quinta e nemmeno la quarta, mi osserva con un coltello affilato tra i denti mentre interroga un bambino con l’acne. Si crea un silenzio irreale. Cinquanta studenti iniziano una ola. Dalle vetrate vedo cadere uomini in impermeabile. Un plotone antisommossa della polizia si accalca alla porta dell’aula. Prendo un lungo sospiro]
Niente obbligazioni?
Ma professore, guardi…
Sto guardando.
Ih ih ih è che ih ih ma le fonti, la legge.
Va bene, torni la prossima volta, e venga da sola per cortesia. Senza sorelle.
[si alza mestamente e va via. Sarà alta almeno un metro e settantacinque, ha le trecce tra il preadolescienziale e il pornografico, poggiate diagonalmente sul seno. Guardo tristemente le bombe allontanarsi. Fuori gli impermeabili hanno smesso di precipitare, la polizia si smobilita. Gli studenti riprendono a masticare chewing-gum. La collega ricercatrice pianta il coltello nel tavolo di formica e annuisce soddisfatta verso di me]
4)
Vediamo, qual è la parte del programma che preferisce?
I singoli contratti.
Bene, mi descriva il comodato.
Certamente. Il comodato è un contratto.
...
...
Straordinario. Poi?
Ci sono un comodatario che dà il comodato e un altro.
Un comodante, al massimo, concede in comodato un bene a un comodatario.
Si.
Eh, ma me lo deve dire lei.
Comodante, comodatario.
Vabbè. Qual è la funzione del comodato?
A stare più comodi.
...
5)
Che ne pensa della successione legittima?
Che ne penso io?
Lei o la sua corrente dottrinaria di appartenenza.
?
Che ne pensa il codice, allora.
Se vuole posso dirle che c'è scritto sul libro.
[scrollo le spalle] Avanti.
Dunque, la successione legittima è quella legale, no?
Così è scritto?
Si.
Ne è sicuro?
Si. No.
...
Posso parlare del testamento?
A me interesserebbe sapere che cosa succede proprio se un testamento manca.
Cioè uno muore e non fa testamento.
Esatto.
Dunque, uhm, ci sono gli eredi.
Quelli ci sono comunque.
Si, ma è meglio se lascia scritto qualcosa.
...
Allora, vogliamo parlare della responsabilità da fatto illecito?
Mi scusi professore, non ho capito.
Non sono professore. I fatti illeciti, che cosa sono?
…
[seguono due minuti di straziante silenzio]
Allora? L’ha studiata la responsabilità extracontrattuale o no?
Ahhh! [sollievo, un largo sorriso si apre sul volto. Mi rassereno] Si ho capito.
Mi fa piacere. Sentiamo.
Veramente questa parte non l’ho fatta.
[mi si scurisce di nuovo il cuore] Come no? E perché?
Stava alla fine del libro.
…
Pensavo non fosse importante.
…
È grave?
Me lo dica lei, avete un programma ridotto a due capitoli e lei ne salta uno, il principale.
Allora torno la prossima volta con il capitolo sulla resp…
Responsabilità extracontrattuale.
Si ecco bravo, quella.
…
2)
Buongiorno professore.
Buongiorno a lei, e non sono professore. Mi dà cortesemente il suo libretto?
Il libretto? Non ce l’ho.
No? E l’esame come lo fa?
Un attimo allora, vado a prenderlo.
[si rialza e va tra i banchi. Torna con il libretto. Sorride. Mi porto una mano alla fronte]
…
3)
Parliamo delle fonti delle obbligazioni.
Uhm…, ecco…
Dai, è una domanda generica e facilissima.
Si. [si piega in avanti, oltre a essere una ficona, ha un maglione a V, solo quello, e una quinta abbondante, quattro delle cui cinque misure sono fuori dal balcone e soltanto una scarsa dentro il maglione. Mi infilo un indice nel colletto troppo stretto della camicia. Penso intensamente alla purgazione delle ipoteche]
Allora?
[inizia a balbettare e sussultare. Le bombe saltellano pericolosamente. Un’altra assistente, ricercatrice, che non ha la quinta e nemmeno la quarta, mi osserva con un coltello affilato tra i denti mentre interroga un bambino con l’acne. Si crea un silenzio irreale. Cinquanta studenti iniziano una ola. Dalle vetrate vedo cadere uomini in impermeabile. Un plotone antisommossa della polizia si accalca alla porta dell’aula. Prendo un lungo sospiro]
Niente obbligazioni?
Ma professore, guardi…
Sto guardando.
Ih ih ih è che ih ih ma le fonti, la legge.
Va bene, torni la prossima volta, e venga da sola per cortesia. Senza sorelle.
[si alza mestamente e va via. Sarà alta almeno un metro e settantacinque, ha le trecce tra il preadolescienziale e il pornografico, poggiate diagonalmente sul seno. Guardo tristemente le bombe allontanarsi. Fuori gli impermeabili hanno smesso di precipitare, la polizia si smobilita. Gli studenti riprendono a masticare chewing-gum. La collega ricercatrice pianta il coltello nel tavolo di formica e annuisce soddisfatta verso di me]
4)
Vediamo, qual è la parte del programma che preferisce?
I singoli contratti.
Bene, mi descriva il comodato.
Certamente. Il comodato è un contratto.
...
...
Straordinario. Poi?
Ci sono un comodatario che dà il comodato e un altro.
Un comodante, al massimo, concede in comodato un bene a un comodatario.
Si.
Eh, ma me lo deve dire lei.
Comodante, comodatario.
Vabbè. Qual è la funzione del comodato?
A stare più comodi.
...
5)
Che ne pensa della successione legittima?
Che ne penso io?
Lei o la sua corrente dottrinaria di appartenenza.
?
Che ne pensa il codice, allora.
Se vuole posso dirle che c'è scritto sul libro.
[scrollo le spalle] Avanti.
Dunque, la successione legittima è quella legale, no?
Così è scritto?
Si.
Ne è sicuro?
Si. No.
...
Posso parlare del testamento?
A me interesserebbe sapere che cosa succede proprio se un testamento manca.
Cioè uno muore e non fa testamento.
Esatto.
Dunque, uhm, ci sono gli eredi.
Quelli ci sono comunque.
Si, ma è meglio se lascia scritto qualcosa.
...
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Ossidiana
sabato 8 agosto 2009
Nuove Forme Negoziali Atipiche.
Mercato Settimanale, banco dell'Intimo.
Legenda: M=madre, C=commerciante, P=passante, l'avv=l'avv. I passanti sono numerati in ordine crescente di inutilità.
M: Quanto le mutande?
C: Tre, cinque euro; cinque, dieci euro.
M: Figliolo, calcolatrice.
l'avv: Con il coefficiente tiroideo della distanza Terra-Proxima Centauri?
M: Senza. Ma conta che dobbiamo comprare il pane.
P1: (sussurrando di passaggio) Tre bastano.
M: Mio figlio è avvocato, se le cambia ogni giorno.
C: Ci sono pure i calzini nuovi. Tre paia, diecimila lire.
M: Figliolo, tabella di conversione.
l'avv: Si, Madre. Diecimila lire, ecco, mumble mumble, un attimo...sono diciannove euro e ventisette cambiali.
P2: Conviene no?
C: Non ho visto l'Euribor stamattina.
l'avv: Caffè?
M: Sai che mia figlia si sposa?
P3, C, in coro: Auguri. Chi è il fortunato?
M: Calze da genero ne hai?
C: Pago molte tasse, signora.
l'avv: (crisi di astinenza) Caffè in ghiaccio.
M: Dimentico qualcosa.
P4: Non hai niente di teflon, vero?
C: No signore, è alta stagione.
M: Spostiamoci, forse Antonio ha delle camicie.
l'avv: Salve.
C: Prenda un tonico.
l'avv: A quanto va?
C: 50 km/h, 0,4 g/l, se no, non sai, la patente...
P5, in lontananza: Niente mare?
M: Dai che si fa tardi.
l'avv, controllando l'orologio ed esibendolo: Sono neanche le 7.45.
C: Non indossi orologio, ne vuoi uno? Tre, venti euro.
P6: Troppi. Se tiri a quindici, li compro io.
M: Prendiamo funghi per pranzo?
P3, di ritorno: Buoni, io li faccio gratin, i chiodini. I cardoncelli fritti. I porcini stufati. I gallinacci marinati. I finferli apostrofati. Poi bollisco tutto, trito, impasto con il formaggio grattato, dieci dozzine di uova, rifriggo e vado in pizzeria.
C: Dev'essere buono.
M, l'avv (allontanandosi a mani vuote): Molto bene.
P1, 2 e 5: Caldo oggi, eh?
C (a tutte e tre): A chi lo dici signora. Le hai viste le stole nuove in lycra abrasiva?
Legenda: M=madre, C=commerciante, P=passante, l'avv=l'avv. I passanti sono numerati in ordine crescente di inutilità.
M: Quanto le mutande?
C: Tre, cinque euro; cinque, dieci euro.
M: Figliolo, calcolatrice.
l'avv: Con il coefficiente tiroideo della distanza Terra-Proxima Centauri?
M: Senza. Ma conta che dobbiamo comprare il pane.
P1: (sussurrando di passaggio) Tre bastano.
M: Mio figlio è avvocato, se le cambia ogni giorno.
C: Ci sono pure i calzini nuovi. Tre paia, diecimila lire.
M: Figliolo, tabella di conversione.
l'avv: Si, Madre. Diecimila lire, ecco, mumble mumble, un attimo...sono diciannove euro e ventisette cambiali.
P2: Conviene no?
C: Non ho visto l'Euribor stamattina.
l'avv: Caffè?
M: Sai che mia figlia si sposa?
P3, C, in coro: Auguri. Chi è il fortunato?
M: Calze da genero ne hai?
C: Pago molte tasse, signora.
l'avv: (crisi di astinenza) Caffè in ghiaccio.
M: Dimentico qualcosa.
P4: Non hai niente di teflon, vero?
C: No signore, è alta stagione.
M: Spostiamoci, forse Antonio ha delle camicie.
l'avv: Salve.
C: Prenda un tonico.
l'avv: A quanto va?
C: 50 km/h, 0,4 g/l, se no, non sai, la patente...
P5, in lontananza: Niente mare?
M: Dai che si fa tardi.
l'avv, controllando l'orologio ed esibendolo: Sono neanche le 7.45.
C: Non indossi orologio, ne vuoi uno? Tre, venti euro.
P6: Troppi. Se tiri a quindici, li compro io.
M: Prendiamo funghi per pranzo?
P3, di ritorno: Buoni, io li faccio gratin, i chiodini. I cardoncelli fritti. I porcini stufati. I gallinacci marinati. I finferli apostrofati. Poi bollisco tutto, trito, impasto con il formaggio grattato, dieci dozzine di uova, rifriggo e vado in pizzeria.
C: Dev'essere buono.
M, l'avv (allontanandosi a mani vuote): Molto bene.
P1, 2 e 5: Caldo oggi, eh?
C (a tutte e tre): A chi lo dici signora. Le hai viste le stole nuove in lycra abrasiva?
venerdì 7 agosto 2009
Cucina Novella, ossia Come strabiliare l'ospiti mescolando ingredienti à chapeau senza ch'essi lo sappiano m'anzi elogino il cuoco
PAUROGROG AGROAGRO IN SALSA DI CATETERE
Dosi per 40 persone moderatamente affamate.
1 kg di cus cus dell'83
2 litri di olio di semi già fritto una settimana prima
Due cucchiai di chiodi di garofano marci
Mezza bustina di zafferano di montagna
10 dotti biliari di vecchia previamente svuotati
1 birra Dreher da 66 cl ghiacciata
1 licantropo vivo (in gabbia)
Tre cestelli di rane di fiume moribonde
Tv LCD 32 pollici
Un cucchiaio e mezzo di burro da latte di dodo australiano
Gauloises gialle morbide
Un'enorme zucchina
Un pollo ruspante vivo
Mezzo chilo di cumino
Due negri del Bangladesh denutriti
Allegri palloncini colorati
Sale q.b.
1) Bevete la Dreher ghiacciata dopo avere sintonizzato la TV su un canale sportivo o preferibilmente pornografico.
2a) Mettete a bollire un po' d'acqua su una casseruola sporca di grasso.
2bis. Fumate una Gauloise e scrollate la cenere in acqua.
33) Lanciate sporadicamente una rana al licantropo, accertandovi che la acciuffi al volo per non sporcare il pavimento.
-4) Quando mancano dieci minuti all'arrivo degli ospiti, mettete tutto il cuscus a friggere nell'olio. Scolate ma non troppo dopo che il cuscus sarà diventato nero. Direte agli ospiti curiosi che si tratta di varietà saracena integrale. Fumate altra gauloise e scrollate nel cuscus.
517) Infilate tutta la zucchina nel culo del pollo, tenendolo fermo con uno strofinaccio mentre fumate.
1) Posizionate il pollo in prossimità della gabbia del licantropo, finché il pollo non muore di arresto cardiaco. Se il pollo muore di altri mali, ripetete l'operazione con altro pollo ruspante finchè non muore di attacco di cuore, a pena di scarsa riuscita della ricetta.
67) Fate bollire ora il pollo insieme alle spezie (cumino e chiodi di garofano).
8) Fumate un'altra Gauloise e tossite nell'intruglio.
8,3) Legate i negri del Bangladesh a una sedia e dite loro di produrre del curry indiano, sferzandoli di tanto in tanto. Se protestano perchè mancano loro gli ingredienti, avvicinateli al licantropo.
10100101001) Una volta ottenuto il curry, disfatevi dei corpi dei negri del Bangladesh e unite la spezia al cuscus, fumando due Gauloises.
11) Saltate quest'ultimo in padella insieme al burro e versate poi il tutto in una capiente insalatiera, sfarinando il cuscus con le mani se dovesse essersi raggrumato (e lo sarà di certo). Spingere sul fondo le cicche previamente fumate per insaporire il mix.
xxx) Unite il pollo poco cotto al cuscus, lasciando raffreddare, e decorate ai lati con i dotti biliari (meglio se di nonna lucana) e con qualche ciuffo di pelo pubico del licantropo (all'uopo, recuperate un negro del Bangladesh). Salate.
1240) Mangiate un panino al salame, culatello, provola, stracchino, rucola e peperoncino piccante.
1288) Dopo che saranno arrivati gli ospiti, date il tocco di classe versando mezza bustina di zafferano a pioggia sul cuscus. Inchinatevi a eventuali applausi o voci di giubilo.
1256telecom) Fate per voi la porzione più abbondante, esaltando la vostra qualità di cuoco che si arrangia e cucina "con quello che c'è in casa".
16. Liberate il licantropo.
16bis. Dite che avete finito l'acqua, il bicarbonato, l'amaro e le nonne.
16ter. Distribuite i palloncini colorati per rallegrare l'atmosfera.
17,p) Accendete una Gauloise e augurate buon appetito.
18ctrl+alt+canc) Fine.
Dosi per 40 persone moderatamente affamate.
1 kg di cus cus dell'83
2 litri di olio di semi già fritto una settimana prima
Due cucchiai di chiodi di garofano marci
Mezza bustina di zafferano di montagna
10 dotti biliari di vecchia previamente svuotati
1 birra Dreher da 66 cl ghiacciata
1 licantropo vivo (in gabbia)
Tre cestelli di rane di fiume moribonde
Tv LCD 32 pollici
Un cucchiaio e mezzo di burro da latte di dodo australiano
Gauloises gialle morbide
Un'enorme zucchina
Un pollo ruspante vivo
Mezzo chilo di cumino
Due negri del Bangladesh denutriti
Allegri palloncini colorati
Sale q.b.
1) Bevete la Dreher ghiacciata dopo avere sintonizzato la TV su un canale sportivo o preferibilmente pornografico.
2a) Mettete a bollire un po' d'acqua su una casseruola sporca di grasso.
2bis. Fumate una Gauloise e scrollate la cenere in acqua.
33) Lanciate sporadicamente una rana al licantropo, accertandovi che la acciuffi al volo per non sporcare il pavimento.
-4) Quando mancano dieci minuti all'arrivo degli ospiti, mettete tutto il cuscus a friggere nell'olio. Scolate ma non troppo dopo che il cuscus sarà diventato nero. Direte agli ospiti curiosi che si tratta di varietà saracena integrale. Fumate altra gauloise e scrollate nel cuscus.
517) Infilate tutta la zucchina nel culo del pollo, tenendolo fermo con uno strofinaccio mentre fumate.
1) Posizionate il pollo in prossimità della gabbia del licantropo, finché il pollo non muore di arresto cardiaco. Se il pollo muore di altri mali, ripetete l'operazione con altro pollo ruspante finchè non muore di attacco di cuore, a pena di scarsa riuscita della ricetta.
67) Fate bollire ora il pollo insieme alle spezie (cumino e chiodi di garofano).
8) Fumate un'altra Gauloise e tossite nell'intruglio.
8,3) Legate i negri del Bangladesh a una sedia e dite loro di produrre del curry indiano, sferzandoli di tanto in tanto. Se protestano perchè mancano loro gli ingredienti, avvicinateli al licantropo.
10100101001) Una volta ottenuto il curry, disfatevi dei corpi dei negri del Bangladesh e unite la spezia al cuscus, fumando due Gauloises.
11) Saltate quest'ultimo in padella insieme al burro e versate poi il tutto in una capiente insalatiera, sfarinando il cuscus con le mani se dovesse essersi raggrumato (e lo sarà di certo). Spingere sul fondo le cicche previamente fumate per insaporire il mix.
xxx) Unite il pollo poco cotto al cuscus, lasciando raffreddare, e decorate ai lati con i dotti biliari (meglio se di nonna lucana) e con qualche ciuffo di pelo pubico del licantropo (all'uopo, recuperate un negro del Bangladesh). Salate.
1240) Mangiate un panino al salame, culatello, provola, stracchino, rucola e peperoncino piccante.
1288) Dopo che saranno arrivati gli ospiti, date il tocco di classe versando mezza bustina di zafferano a pioggia sul cuscus. Inchinatevi a eventuali applausi o voci di giubilo.
1256telecom) Fate per voi la porzione più abbondante, esaltando la vostra qualità di cuoco che si arrangia e cucina "con quello che c'è in casa".
16. Liberate il licantropo.
16bis. Dite che avete finito l'acqua, il bicarbonato, l'amaro e le nonne.
16ter. Distribuite i palloncini colorati per rallegrare l'atmosfera.
17,p) Accendete una Gauloise e augurate buon appetito.
18ctrl+alt+canc) Fine.
sabato 25 luglio 2009
Sensazionale, la rubrica
Cucina.
Oggi proponiamo una ricetta lugubre e di sensibile difficoltà, adatta al clima sereno di.
Prendete un terzo di tostapane e una laguna in disuso, portatele a ebollizione aggiungendo di tanto in tanto legno e salutando con la manina vostra zia dalla finestra, e aspettate che fuoriesca una schiumetta marrò.
Dopodichè, procuratevi una cava di Bario, minatela, e mangiatene i resti.
Buon appetito!
No, scherzavo, ma la cava di Bario tenetela per dopo, anzi tenetela in frigo per mezz' ora, ne aumenta la combustibilità.
Ok, la schiumetta. Datela al vostro commercialista, vi darà in cambio un tampone per il DNA, che voi ridurrete in sottili striscioline,e che faranno da base per il nostro piatto.
Disponetele (in un modo che sembri casuale ma in realtà dovrete studiare per 6 mesi) su una carrucola (più o meno 6).
Mondate un chilo di racchette da tennis con dell' origano, articolate un palo elettrico e defibrillatelo per bene, fino ad ottenere una pasta ingestibile.
Versatela sulla nostra base precedentemente giustificata o in alternativa spalmatevela sulla nuca.
In un caso o nell' altro il risultato (sorpresa!) si alzerà sulle proprie gambe e si allontanerà recitando la formazione del Genoa stagione '78/'79, rendendo il tutto un po' più grottesco.
Poi, beh, il resto sta a voi, metteteci fantasia e senso di marcia, sappiate solo che dovrete usare uno scalpello, dei tetraedri, 7 consonanti, e un pullman dell' aviazione.
Andate a servire freddo nella cava di Bario di cui sopra, i minatori ne saranno E-N-T-U-S-I-A-S-T-I.
Buon espatrio!!!
Oggi proponiamo una ricetta lugubre e di sensibile difficoltà, adatta al clima sereno di.
Prendete un terzo di tostapane e una laguna in disuso, portatele a ebollizione aggiungendo di tanto in tanto legno e salutando con la manina vostra zia dalla finestra, e aspettate che fuoriesca una schiumetta marrò.
Dopodichè, procuratevi una cava di Bario, minatela, e mangiatene i resti.
Buon appetito!
No, scherzavo, ma la cava di Bario tenetela per dopo, anzi tenetela in frigo per mezz' ora, ne aumenta la combustibilità.
Ok, la schiumetta. Datela al vostro commercialista, vi darà in cambio un tampone per il DNA, che voi ridurrete in sottili striscioline,e che faranno da base per il nostro piatto.
Disponetele (in un modo che sembri casuale ma in realtà dovrete studiare per 6 mesi) su una carrucola (più o meno 6).
Mondate un chilo di racchette da tennis con dell' origano, articolate un palo elettrico e defibrillatelo per bene, fino ad ottenere una pasta ingestibile.
Versatela sulla nostra base precedentemente giustificata o in alternativa spalmatevela sulla nuca.
In un caso o nell' altro il risultato (sorpresa!) si alzerà sulle proprie gambe e si allontanerà recitando la formazione del Genoa stagione '78/'79, rendendo il tutto un po' più grottesco.
Poi, beh, il resto sta a voi, metteteci fantasia e senso di marcia, sappiate solo che dovrete usare uno scalpello, dei tetraedri, 7 consonanti, e un pullman dell' aviazione.
Andate a servire freddo nella cava di Bario di cui sopra, i minatori ne saranno E-N-T-U-S-I-A-S-T-I.
Buon espatrio!!!
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