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martedì 22 settembre 2009

Un nuovo mercato...

"Fu una mattina del dicembre '69 -sul presto, mi sembra di ricordare- che ebbi la geniale intuizione che avrebbe cambiato la mia vita.
Fino ad allora avevo vissuto di espedienti, ciònononononononostante tornai a letto e dormii per altre 2 ore.
Al risveglio, al momento di decidere quale piede mettere per primo a terra,fui attraversato da una cascata di mattoncini Lego, e pensai:
"Perchè non prendere il mio bimotore e andare a commerciare pel mondo?".

-Salto qui per motivi di brevità tutta la parte organizzativo-burocratica della faccenda, ch comportò sei mesi estenuanti di sportelli, bolli, lavatrici di calzini, e la compravendita di reni umani.-

Dopo aver fatto incetta di antistaminici e aghi ipodermici presi il volo, (o ovlo, o lovo, o ovol) in direzione Est.
Il ****, condito da introspettivi pranzi e momenti di tenerezza con piante di zafferano, procedeva bene, finchè tu, nascostoti nel vano portaoggetti, uscisti fuori urlando "Mazel tov!".
Nemmeno il tempo di lanciarti fuori dal finestrino legato a 16 polli allo spiedo che ero già in visita ufficialenel tuo paese, in abito da parata e con la baionetta innestata.
Il tempo era cambiato, ora piovevano sedie in vimini, che si fracassavano al suolo con una violenza inaudita, accumulandosi in mucchi di schegge e graffette, distruggendo il Creato. Tutto ciò rendeva solo più gustosa la mia carbonara."

Dopo aver ascoltato questo racconto arrivai alla conclusione che non c' è da dare ascolto a nessuno, mai.

lunedì 31 agosto 2009

immaginate la mia sorpresa quando, nell' abbassare la cappella del papa, ho scoperto che la sua igiene personale è peggiore della mia.

giovedì 20 agosto 2009

Cose vere o quasi vere dette agli esami di diritto privato, facoltà di giurisprudenza, lecce - parte I

1)
Allora, vogliamo parlare della responsabilità da fatto illecito?
Mi scusi professore, non ho capito.
Non sono professore. I fatti illeciti, che cosa sono?
…
[seguono due minuti di straziante silenzio]
Allora? L’ha studiata la responsabilità extracontrattuale o no?
Ahhh! [sollievo, un largo sorriso si apre sul volto. Mi rassereno] Si ho capito.
Mi fa piacere. Sentiamo.
Veramente questa parte non l’ho fatta.
[mi si scurisce di nuovo il cuore] Come no? E perché?
Stava alla fine del libro.
…
Pensavo non fosse importante.
…
È grave?
Me lo dica lei, avete un programma ridotto a due capitoli e lei ne salta uno, il principale.
Allora torno la prossima volta con il capitolo sulla resp…
Responsabilità extracontrattuale.
Si ecco bravo, quella.
…

2)
Buongiorno professore.
Buongiorno a lei, e non sono professore. Mi dà cortesemente il suo libretto?
Il libretto? Non ce l’ho.
No? E l’esame come lo fa?
Un attimo allora, vado a prenderlo.
[si rialza e va tra i banchi. Torna con il libretto. Sorride. Mi porto una mano alla fronte]
…

3)
Parliamo delle fonti delle obbligazioni.
Uhm…, ecco…
Dai, è una domanda generica e facilissima.
Si. [si piega in avanti, oltre a essere una ficona, ha un maglione a V, solo quello, e una quinta abbondante, quattro delle cui cinque misure sono fuori dal balcone e soltanto una scarsa dentro il maglione. Mi infilo un indice nel colletto troppo stretto della camicia. Penso intensamente alla purgazione delle ipoteche]
Allora?
[inizia a balbettare e sussultare. Le bombe saltellano pericolosamente. Un’altra assistente, ricercatrice, che non ha la quinta e nemmeno la quarta, mi osserva con un coltello affilato tra i denti mentre interroga un bambino con l’acne. Si crea un silenzio irreale. Cinquanta studenti iniziano una ola. Dalle vetrate vedo cadere uomini in impermeabile. Un plotone antisommossa della polizia si accalca alla porta dell’aula. Prendo un lungo sospiro]
Niente obbligazioni?
Ma professore, guardi…
Sto guardando.
Ih ih ih è che ih ih ma le fonti, la legge.
Va bene, torni la prossima volta, e venga da sola per cortesia. Senza sorelle.
[si alza mestamente e va via. Sarà alta almeno un metro e settantacinque, ha le trecce tra il preadolescienziale e il pornografico, poggiate diagonalmente sul seno. Guardo tristemente le bombe allontanarsi. Fuori gli impermeabili hanno smesso di precipitare, la polizia si smobilita. Gli studenti riprendono a masticare chewing-gum. La collega ricercatrice pianta il coltello nel tavolo di formica e annuisce soddisfatta verso di me]

4)
Vediamo, qual è la parte del programma che preferisce?
I singoli contratti.
Bene, mi descriva il comodato.
Certamente. Il comodato è un contratto.
...
...
Straordinario. Poi?
Ci sono un comodatario che dà il comodato e un altro.
Un comodante, al massimo, concede in comodato un bene a un comodatario.
Si.
Eh, ma me lo deve dire lei.
Comodante, comodatario.
Vabbè. Qual è la funzione del comodato?
A stare più comodi.
...

5)
Che ne pensa della successione legittima?
Che ne penso io?
Lei o la sua corrente dottrinaria di appartenenza.
?
Che ne pensa il codice, allora.
Se vuole posso dirle che c'è scritto sul libro.
[scrollo le spalle] Avanti.
Dunque, la successione legittima è quella legale, no?
Così è scritto?
Si.
Ne è sicuro?
Si. No.
...
Posso parlare del testamento?
A me interesserebbe sapere che cosa succede proprio se un testamento manca.
Cioè uno muore e non fa testamento.
Esatto.
Dunque, uhm, ci sono gli eredi.
Quelli ci sono comunque.
Si, ma è meglio se lascia scritto qualcosa.
...

mercoledì 12 agosto 2009

Otvi è l'anagramma del mio nome la la la

(Leggere senza indulgere alla tentazione di canticchiare)

Sono un grande falso mentre fingo l'allegria,
sei il gran diffidente mentre fingi simpatia,
come un terremoto in un deserto che,
che crolla tutto ed io son morto e nessuno se n'è accorto.
Lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva solo chi sa volare bene,
quindi se escludi gli aviatori, i falchi, nuvole, gli aerei, aquile e angeli, rimani te ed io mi chiedo ora che farai,
che nessuno ti verrà a salvare,
complimenti per la vita da campione,
insulti per l'errore di un rigore.
E mi sento come chi sa piangere ancora alla mia età
e ringrazio sempre chi sa piangere di notte alla mia età.
Io voglio regalarti la mia vita.
Chiedo tu cambi tutta la mia vita, ora.
Ti do questa notizia in conclusione.
Notizia è l’anagramma del mio nome, vedi.
E so che serve tempo, non lo nego.
Anche se in fondo tempo non ce n’è, ma se.
Ricorderò e comunque anche se non vorrai
Ti sposerò perché non te l'ho detto mai
Come fa male cercare, trovarti poco dopo
E nell'ansia che ti perdo ti scatterò una foto.
Ed ero contentissimo
Ora che sarai un po' sola
Tra il lavoro e le lenzuola
Presto dimmi tu come farai?
Stop! Dimentica
Uno sguardo che rompe il silenzio
Uno sguardo ha detto ciò che penso.
E tutto ciò che so te lo dirò
E tutto ciò che non sai dire spiega il mare.
In questo caso direi proprio che non è una tragedia
Non andare a cena vacci solo tu
E separarsi direi proprio che non è una tragedia
Oh oh...mi senti...oh oh
Quando tornerai a casa non sarò li a romperti
Quando prenderò il treno non mi assorderai col telefono.
Che bello son morto in bagno in aeroporto
Dove? In aeroporto.
Ma in fondo chi non ha talento insegna
E quindi adesso imparerò da te
Mai un briciolo di affetto
Decidere di cedere fu matto
Per me con te e.
Un po’ mi manca l’aria che tirava
O semplicemente la tua bianca schiena..nananana.
Si, lo ammetto, un po’ ti penso
Ma mi scanso
Non mi tocchi più.
Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare
E credere di stare bene quando è inverno e te.
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale
Che anche se non valgo niente perlomeno a te.
Perdono... si quel che è fatto è fatto io però chiedo
Scusa... regalami un sorriso io ti porgo una
Rosa... su questa amicizia nuova pace si
Posa.
La voglia scalpitava, strillava,
tuonava..cantava..
Da notte fonda nel petto di..
Paola..oh..Paola..
La noia quella sera era troppa
E cercava, chiamava
200 principi e invece lei era la
dama del castello.
Il tuo è un rosso relativo.

martedì 4 agosto 2009

Come farsi notare sotto l'ombrellone senza avere frequentato la palestra d'inverno

E il bambino venne al mio cospetto, mi tirò giù il lembo della giacca e disse:
- Uhm, uhm.
- Ah - risposi.
Salimmo sulla vespa, io davanti, lui dietro.
La vespa non fu d'accordo e punse il bambino.
Poi, come accade di solito a causa della perdita del pungiglione, morì.
Non la vespa, il bambino.
La vespa mi tirò allora il lembo della giacca: il lembo era impigliato nella ruota. Di scorta. Della vespa.
Allora scesi, non senza irritazione, e domandai al bambino:
- Ciò?
Il bambino era biondo, come me, e aveva gli occhi chiari, come me. E scopava come un caimano, a differenza di me.
La vespa si decompose lentamente.
Un alito di vento spazzò via la cocciniglia dal limone.
Goffredo si schiarì la voce: correva l'anno 673 d.C.
Chi è Goffredo?
Una minaccia minacciava il mondo conosciuto. Era il 2364 a.U.C.
Decisi così ch'era ora di mettersi in viaggio. La mia bisnonna, morta l'anno dopo, mi diede l'assenso e l'assenzio.
- Uhm, ribadì il bambino, bruno nel sole.

(to be continued)

[p. 3028, tomo IV, tratto da "Uhm. Il Libro della Saga del Bambino che Non Salvò il Mondo dalla Bisnonna con la Giacca dal Lembo in Vespa", pp. 11968, 12 voll., € 42.000 rateizzabili, disponibile mutuo, Mondadori, diritti già venduti alla XXX Century Foxes]